Lidia Russo - La Critica

Sulle pareti scoscese del Vesuvio, appare a volte a vulcanologi e turisti una signora che studia il paesaggio con estrema attenzione. E’ la grande scultrice Lidia Russo, che con i suoi assistenti, è alla ricerca del giusto frammento di pietra vulcanica.
 
La ruvida pietra diventerà un’opera d’arte che dovrà essere consegnata, tra 7 mesi, ad un importante collezionista americano che ha ammirato la sue creazioni alla Biennale di Londra. L’artista istruisce i suoi collaboratori, spiega con perizia che cosa desidera ottenere, come trasportare l’antico materiale a valle e come ottenere il perfetto risultato creativo. Poi, ritorna sui suoi passi, soddisfatta della propria scelta. Lidia Russo ci ricorda molto i grandi scultori del ‘500, i quali salivano sulle ripide montagne che fronteggiano Massa Carrara alla ricerca dell’impeccabile blocco di marmo.
 
Due realtà, due località, ma lo stesso talento, la stessa passione, le stesse metodologie di lavoro di 500 anni fa. Lidia Russo è un’artista poliedrica: i suoi nudi, creati con un’eccezionale maestria, ai quali effettivamente non manca dettaglio alcuno, mostrano un’armonia di linee e un perfetto equilibrio compositivo.
 
Ma la Russo non si ferma alla grande composizione della figura umana, nella quale maestri come Rodin, Michelangelo e Bernini l’hanno preceduta, ma continua nella sua eterna evoluzione artistica, che rimarrà ai posteri, sfociando in complesse creazioni musicali.
 
Euterpe, Dea della Musica nell’Antica Grecia la ispira, alimentando la sua già innata creatività e la conduce alla realizzazione di arpe e altri meravigliosi strumenti musicali. Con la fantasia l’osservatore può ammirare gli strumenti dell’artista Russo suonati da Euterpe e dalle altre Muse, immaginando un concerto di melodie pure e divine, nel quale le sculture divengono protagoniste assolute nella loro complessità e perfezione compositiva.
 
Un’abile artista, un grande talento che ha superato i confini europei e che riscuote oggi un enorme successo negli Stati Uniti. Un successo meritato per questa instancabile scultrice italiana che ormai si può considerare un’artista di rilevanza mondiale.
 
Elena Foschi
International Confederation of Art Critics