Cesare Bollini Bonazza - The Critique

L’artista Cesare Bollini Bonazza è uno degli ultimi grandi maestri del Rinascimento italiano. Un uomo che vive nel XXI secolo ma che con la sua arte ci fa ritornare indietro di 500 anni. Al cospetto delle sue iridescenti creazioni scorgiamo la dolcezza dei lineamenti e la precisione del tocco tipiche di Leonardo da Vinci, Raffaello e Antonello da Messina.
 
L’eccezionale particolarità di questo grande artista si condensa nella novità tecnica: Bollini Bonazza non lavora su tela, non usa i pennelli come i grandi del passato e non intelaia le sue opere, bensì crea, incide, disegna su metalli preziosi. Bollini Bonazza ci regala un’arte che si radica nelle glorie passate pur irradiando un fervore di innovativa contemporaneità.
 
I suoi lavori ci fanno entrare in un mondo magico, simbolico e misterioso, che richiede tutta la forza interpretativa dello spettatore, catapultato in una dimensione virtuale e metaforica che lo invita all’ammirazione del dettaglio rappresentato e a ponderare le suggestioni tematiche. Con Bollini Bonazza non ritorniamo esclusivamente al culmine del Rinascimento, ma alle fascinose allegorie della Magna Grecia. L’artista si ispira a Pitagora, con i suoi studi legati al rigore matematico e alla perfezione geometrica, e riproponendo i suoi insegnamenti nella perizia compositiva delle sue incisioni. Porta la Grecia nell’arte contemporanea, Bollini Bonazza ammalia il collezionista e lo trascina in una dimensione unica, irripetibile ed esclusiva, mediante l’utilizzo di preziosi materiali quali oro, argento e platino.
 
La maestria dell’arte orafa di oggi si fonde con mondi remoti, antiche realtà, in un turbinio di giochi di luce, riflessi preziosi ed effetti magici. Bollini Bonazza è un artista unico, un grande rappresentante di un’arte da lui stesso inventata, studiata, analizzata e poi messa in pratica. L’osservatore viene rapito dai prodigiosi riflessi e inizia a comprendere la magia delle opere di Bollini Bonazza che fonde nelle sue rivoluzionarie esecuzioni le antiche glorie artigiane e la maestosa arte del ‘500 italiano, mostrando fino a dove la capacità e il talento creativo possono culminare.
 
Timothy Warrington
International Confederation of Art Critics