Artist Lidia Russo

La Critica







 

Lidia Russo rimane nel mondo dell’arte del XXI secolo, una delle eredi di Michelangelo. L’opera della Russo nasce e si sviluppa per mesi nella mente dell’artista. La scultura si forma in primo luogo nel suo subconscio per poi lentamente salire verso strati della mente piu’ vicini alla coscienza.  Una coscienza che cattura completamente l’artista e la obbliga a creare un’opera che era rimasta sepolta a volte anche per anni nella sua memoria.



L’opera della Russo, al momento della creazione,  è già totalmente viva,  compiuta e visibile nella nella sua mente, per poi emergere ed apparire allo spettatore in una forma armonica ed esteticamente sublime. Come Platone ci spiega l’essere umano ha la percezione della forma ma non ha la possibilita’ di afferrarla. La Russo è una scultrice filosofa che ci avvicina, con la sua scultura, ad un mondo ormai dimenticato, forse all’antica Grecia, forse anche a realtà che precedono i grandi filosofi.



Guardando ed analizzando i suoi lavori possiamo vedere la più importante scultura al mondo: il Laocoonte ma nel contempo intravvediamo Canova e Bernini. Un’artista completa, una maestra di equilibrio nella cui opera si vede il suo grande talento, la sua forte personalità la magia delle sue scelte compositive.



La sua opera però non è esclusivamente ciò che i nostri occhi riescono a percepire ed analizzare ma è una creazione con sfaccettature misteriose con aspetti che sfuggono alla percezione  con messaggi che solo l’intellettuale, solo lo spettatore colto e abituato ad una analisi profonda, riesce a cogliere.



In breve la Russo quando sceglie la pietra, il marmo ed altri materiali, toglie loro il superfluo e fa diventare eterna una composizione che nasce dal suo cuore.

 

 

Karen Lappon